Ocularus

Officina Mirabilis è un laboratorio di comunicazione fondato da Vincenzo Notaro, focalizzato sull’equilibrio tra solidità concettuale e design creativo. Ci occupiamo di ideazione e realizzazione di prodotti per l’advertising, dalla progettazione grafica, allo sviluppo di video e siti web. Svolgiamo la nostra attività con passione, estro e dedizione, forti dell’esperienza di un team con competenze multidisciplinari. LEGGI ALTRO
WEB MARKETING TRA VERITÀ E MENZOGNE

WEB MARKETING TRA VERITÀ E MENZOGNE

Un sensazionalismo per domarli, un sensazionalismo per trovarli,
Un sensanzionalismo per ghermirli e nel buio incatenarli.

Nella foto, la mia facciaccia quando leggo certe cose scritte da sedicenti professionisti e acclamate da un altrettanto sedicente pubblico.
Ma passiamo ai fatti.

Pars destruens
Da qualche anno a questa parte, con l’avvento del web marketing e la democratizzazione del mercato (meglio dire supermercato) dell’advertising, si sentono castronerie spaventose spacciate per “statistiche attendibili”, come la seguente: «oramai l’80% della vita quotidiana è spesa sul web». L’ovvia conseguenza è spingervi a investire nel web marketing, chiaramente scegliendo proprio di farlo con chi vi sta dando questa clamorosa notizia, magari senza fonti, nel più becero stile sensazionalistico.

La clamorosa notizia è falsa. Cominciamo da qui.
Ma se fosse vera, ci sarebbero problemi di non poco conto con un pubblico che spende l’80% della propria vita sul web, perché dovreste chiudere tutti, l’economia mondiale collasserebbe, e vi spiego perché, proprio come lo spiegherei a un bambino, per amore.

Escludendo le ore notturne (in media 8 al giorno) di questa famigerata vita, rimarrebbero circa 16 ore da spendere. Bene, se l’80% fosse speso sul web, sarebbero circa 13 ore e resterebbero su per giù 3 ore da impiegare in attività fuori dal mondo digitale.

Se questa statistica fosse vera, in queste 3 ore, un siffatto pubblico dovrebbe scegliere se andare al bagno, se cucinarsi qualcosa e mangiare, se venire al tuo ristorante o alla tua pizzeria, se venire al tuo negozio a comprare una bottiglia di vino o di olio, se fare l’amore, se leggere un libro, se entrare in una libreria a comprarlo, se andare a un convegno, se andare a una mostra o visitare un monumento, se fare due passi nel verde, se giocare coi propri figli o con gli amici a calcetto, se stirare le camicie o se portarle in lavanderia, e così via…

Ça va sans dire, che questo pubblico non potrebbe mai darvi niente di niente di niente.
In pratica, voi un pubblico così non dovreste proprio volerlo, dovreste addirittura scansarlo a ogni costo, perché ogni investimento fatto in funzione di questo pubblico non avrebbe alcun ritorno, alcuna conversione.

Pars costruens
Questo vuol dire che bisogna abbandonare ogni attività di web marketing?
No, non è vero nemmeno questo. Il mondo degli adulti non funziona sull’aut-aut infantile odio/amore, ci sono sfumature, a volte da dipingere con le proprie mani – educando il pubblico alla nostra offerta o a crescere insieme a noi.
È sicuramente vero che una grossa fetta di mercato oggi vive sul web e, soprattutto, che il web marketing è uno strumento importante per qualsivoglia attività commerciale. Ma bisogna capire che l’obiettivo di un’attività è, ancora per la maggioranza dei casi, la vita reale, non quella digitale (a meno che non siano servizi digitali). Pertanto, occorre ribaltare quella percentuale e cercare un pubblico che si avvicini al vivere almeno il 60% della vita fuori dal web, captandolo sia nella vita reale che nel restante 40% che passa sul web, trovando un linguaggio comune per parlargli di noi, costruendo messaggi da trasmettergli affinché venga a spendere una parte della sua vita reale da noi.

Vale ancora tantissimo stringersi la mano, organizzare eventi, comunicare attraverso il cartaceo, ma senza ignorare la potenza del web, quindi integrare le campagne di advertising a tutti i livelli, trasmettere messaggi coordinati sui media appropriati.

Per far ciò servono professionisti seri, non ciarlatani dell’ultim’ora. Serve gente che sa come fare un’indagine di mercato e sa perfino quando fregarsene perché ci sono casi in cui bisogna costruire i messaggi all’inverso; serve gente che sa leggere i dati e, soprattutto, che abbia intuito e ispirazione per produrre dati, orientare cambiamenti; serve gente che lavora con tanto rigore quanta creatività, gente dedita a un’etica incorruttibile e che sappia tradurre tutto ciò in decisioni, scelte competitive, azioni che costruiscano la vostra comunicazione in maniera armonica e integrata, volta a fare risultato, ossia a far bene e fare del bene (non mi stancherò mai di ripeterlo!), creando relazioni durature col vostro pubblico.

Infine, serve che voi non perdiate mai il contatto con la realtà.
Au contraire, sarete destinati a scomparire, come scompariranno i consumatori letargici e disattenti, come scompariranno tutti gli esperti di sensazionalismo.
Né più e né meno che come svanisce una scoreggia al vento.

Buon lavoro vero a tutti!
Vincenzo Notaro
Direttore creativo
Officina Mirabilis

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